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Multisala "1000 voci"

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Messaggio Da Delilah il Gio 15 Set 2011, 22:23

Oggi ho visto Carnage di Roman Polanski e mi è piaciuto davvero tanto, ve lo consiglio Multisala "1000 voci" - Pagina 21 500248 io l'ho visto in originale con i sottotitoli e gli attori sono fantastici.

Si ride tanto, ma alla fine ti lascia molto su cui riflettere


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Messaggio Da Delilah il Sab 17 Set 2011, 01:23

Anche oggi son andata al cinema (per una settimana, ci sono i film di Venezia a 2 euro, comprando il Corriere Multisala "1000 voci" - Pagina 21 550338) e ho visto Faust.

Ecco, a parte l'inizio scioccante (stavo addentando un panino che mi è andato per traverso e che non sono riuscita a finire se non qualche ora dopo Multisala "1000 voci" - Pagina 21 516693) devo dire che è un film molto particolare (non sono più abituata a film impegnativi dopo anni di cartoni animati e supereroi Multisala "1000 voci" - Pagina 21 942644 ) e che sicuramente mi sono sfuggite una marea di cose, visto che era nella versione originale (in tedesco) ovviamente sottotitolato Multisala "1000 voci" - Pagina 21 905948 (però credo che con il doppiaggio, si perderebbe ancora di più)

Insomma bisogna far funzionare i neuroni, il film richiede un certo impegno e concentrazione, si esce con un po' di punti di domanda, ma sono 2 ore spese bene.

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Messaggio Da Zoe il Dom 18 Set 2011, 11:06

@Delilah ha scritto:Oggi ho visto Carnage di Roman Polanski e mi è piaciuto davvero tanto, ve lo consiglio Multisala "1000 voci" - Pagina 21 500248 io l'ho visto in originale con i sottotitoli e gli attori sono fantastici.

Si ride tanto, ma alla fine ti lascia molto su cui riflettere
quoto L'ho visto anche io: è piaciuto tanto anche a me sisi Rispetta benissimo la struttura teatrale originaria e gli interpreti sono davvero bravi sisi
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Messaggio Da Delilah il Mer 21 Set 2011, 23:12

Oggi si è conclusa la rassegna dei film di Venezia a Milano.

In questi 3 giorni ho visto: Life without principle (carino, ma non ce la facevo più a sentir parlare cinese Multisala "1000 voci" - Pagina 21 98994 ), 4:44 di Abel Ferrara (bello, atmosfera molto particolare) e Terraferma di Crialese (mi è piaciuto abbastanza ma, come avviene per troppi film italiani, penso che i dialoghi siano da curare meglio. Beppe Fiorello e Donatella Finocchiaro mi sono piaciuti parecchio)

Storie di crisi. Ad Hong Kong nei giorni precedenti al crollo delle borse occidentali, dovuto al crack della Grecia, si incrociano vite, speranze e problemi di diverse persone che a modo loro devono confrontarsi con uno scenario economico in ribasso. La consulente finanziaria di una banca d'investimenti si trova di fronte alla possibilità di rubare 5 milioni senza che nessuno lo possa sapere, gli sgherri di un boss cercano di rimediare i soldi per tirare fuori di prigione un loro compare, un poliziotto e sua moglie devono acquistare un nuovo appartamento. La giornata di crollo della borsa sembrerà sconvolgere la vita di tutti e il rischio rientrato non placherà il senso di precarietà.
Qualsiasi cosa debba dire Johnnie To la dice attraverso le sue figure archetipe, attraverso la sua passione per le storie di poliziotti e criminali e attraverso il suo contesto metropolitano. In Life without principle non viene sparato nemmeno un colpo di pistola (anche se una persona è uccisa) e al centro delle tre storie c'è la borsa con i soldi, il mcguffin più tipico possibile, tuttavia il nuovo film del regista di Election non è un poliziesco, ha più i toni della commedia e utilizza quella cornice per concentrarsi su altro.
Con un certo divertimento nell'andare avanti e indietro nel tempo per raccontare l'incrociarsi delle storie e una predilezione per lunghi zoom che collegano diversi segmenti (l'avevamo visto fare anche a Steven Soderbergh in The informant), Life without principle guarda i medesimi palazzoni, i medesimi vicoli, i medesimi personaggi e i medesimi pranzi opulenti di boss rispettati in ristoranti costosi, con il rispetto e la deferenza dovute alla vera umanità.
Rinunciando ai grandi valori cristallizzati nei suoi noir, stavolta sceglie i piccoli valori, la piccola onestà o i piccoli compromessi. Tutti i personaggi integerrimi che entrano in contatto con i soldi al centro della storia vedono i loro valori messi alla prova dalla tentazione criminale. Non risparmiando ironia alla sicurezza degli analisti finanziari e alla boria dei maghi della borsa Johnnie To, utilizza l'imprevedibile crollo e recupero di una giornata di borsa per parlare della precarietà delle situazioni e dell'instabilità della condizione umana.
È un film piccolo Life without principle, condito di umorismo e fondamentalmente attaccato con inedito amore e affezione ai suoi personaggi, in grado di dimostrare come uno stile ed un'estetica personali non siano intimamente legati a un genere ma possano calzare ben più d'una forma.
http://www.mymovies.it/film/2011/lifewithoutprinciple/



Troppo tardi e troppo poco perché la fine del mondo si potesse fermare. E così, come da peggiori profezie eco-apocalittiche, alle 4:44 di un giorno X tutto avrà fine, per una coppia di amanti come per l'umanità
intera. “Al Gore was right”. Una profezia recepita tardivamente quella apocalittica del quasi-presidente degli Stati Uniti d'America, sorta di santone che, insieme al Dalai Lama e alle sue riflessioni sull'umanità, ricorre in loop come coro morale del film di Abel Ferrara. Un Ferrara quasi pacificato, quasi sereno di fronte all'apocalisse incombente. La sua tipica figura tormentata tra edonismo e desiderio di autodistruzione, senso di colpa e voglia di redenzione, si annulla nello smarrimento collettivo della comunità umana, in balia di eventi di cui è sfuggito il controllo. E con il tormento dell'individuo sparisce anche la dannazione, sostituita da una voglia di affetto e di composizione dei contrasti, di ultimo godimento dei semplici piaceri della vita, quelli a cui è impossibile rinunciare fino all'ultimo respiro.
Con la tipica carnalità e convivialità dell'autore di New Rose Hotel, l'opera a cui 4:44 Last Day on Earth è forse più accostabile, quella sensazione di abbraccio familiare che coinvolge anche il pubblico; quella fisicità unica, che lo accompagna anche durante i litigi via Skype. Un'empatia che il regista ormai mostra di privilegiare rispetto alla cura formale per il film, girato in digitale e lasciato scorrere in uno stream of consciousness suggestivo ma talora povero visivamente. Sostanza più che forma, faccenda che ancora una volta accenderà i fan di Abel e contemporaneamente scatenerà i suoi (molti) detrattori.
http://www.mymovies.it/film/2011/444lastdayonearth/


In un'isola del Mare Nostrum, Filippo, un ventenne orfano di padre, vive con la madre Giulietta e il Nonno Ernesto, un vecchio e irriducibile pescatore che pratica la legge del mare. Durante una battuta di pesca, Filippo ed Ernesto salvano dall'annegamento una donna incinta e il suo bambino di pochi anni. In barba alla burocrazia e alla finanza, decidono di prendersi cura di loro, almeno fino a quando non avranno la forza di provvedere da soli al loro destino. Diviso tra la gestione di viziati vacanzieri e l'indigenza di una donna in fuga dalla guerra, Filippo cerca il suo centro e una terra finalmente ferma.
Terraferma è la terza opera che Emanuele Crialese dedica al mare della Sicilia in un'instancabile ricerca estetica avviata con Respiro nove anni prima. Come Conrad, Crialese per raccontare gli uomini sceglie “un elemento altrettanto inquieto e mutevole”, una visione azzurra ‘ancorata' questa volta al paesaggio umano e disperato dei profughi. Sopra, sotto e intorno a un'isola intenzionalmente non identificata, il regista guarda al mare come luogo di infinite risonanze interiori. Al centro del suo ‘navigare' c'è di nuovo un nucleo familiare in tensione verso un altrove e oltre quel mare che invade l'intera superficie dell'inquadratura, riempiendo d'acqua ogni spazio.
Dentro quella pura distesa assoluta e lungo il suo ritmo regolare si muovono ingombranti traghetti che vomitano turisti ed echi della terraferma, quella a cui anela per sé e per suo figlio la Giulietta di Donatella Finocchiaro. Perché quel mare ingrato gli ha annegato il marito e da troppo tempo è avaro di pesci e miracoli. Da quello stesso mare arriva un giorno una ‘madonna' laica e nera, che il paese di origine ha ‘spinto' alla fuga e quello ospite rifiuta all'accoglienza. La Sara di Timnit T. è il soggetto letteralmente ‘nel mezzo', a cui corrisponde con altrettanta drammaticità la precarietà sociale della famiglia indigena, costretta su un'isola e dentro un garage per fare posto ai vacanzieri a cui è devoto, oltre morale e decenza civile, il Nino ‘griffato' (e taroccato) di Beppe Fiorello. Ma se l'Italia del continente, esemplificata da tre studenti insofferenti, si dispone a prendere l'ultimo ferryboat per un mondo di falsa tolleranza dove non ci sono sponde da lambire e approdare, l'Italia arcaica dei pescatori e del sole bruciante (re)agisce subito con prontezza ai furori freddi della tragedia. Di quei pescatori il Filippo di Filippo Pucillo è il degno nipote, impasto di crudeltà e candore, che trova la via per la ‘terraferma' senza sapere se il mare consumerà la sua ‘nave' e la tempesta l'affonderà. Nel rigore della forma e dell'esecuzione, Crialese traduce in termini cinematografici le ferite dell'immigrazione e delle politiche migratorie, invertendo la rotta ma non il miraggio del transatlantico di Nuovomondo. Dentro i formati allungati e orizzontali, in cui si colloca il suo mare silenzioso, Terraferma trova la capacità poetica di rispondere alle grandi domande sul mondo. Un mondo occupato interamente dal cielo e dal mare, sfidato dal giovane Filippo per conquistare identità e ‘cittadinanza'.
http://www.mymovies.it/film/2011/terraferma/
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Messaggio Da duful il Gio 22 Set 2011, 00:06

@Delilah ha scritto:Terraferma di Crialese (mi è piaciuto abbastanza ma, come avviene per troppi film italiani, penso che i dialoghi siano da curare meglio. Beppe Fiorello e Donatella Finocchiaro mi sono piaciuti parecchio)

Multisala "1000 voci" - Pagina 21 250450 questo è il motivo per cui a volte faccio fatica a scegliere un film italiano da vedere al cinema. i dialoghi, le sceneggiature, sono spesso modeste, lacunose, banali, a volte certi dialoghi rasentano proprio il ridicolo Multisala "1000 voci" - Pagina 21 405516
si contano sulle dita di una mano i registi che curano molto questo aspetto, tipo Sorrentino, Garrone e pochissimi altri Multisala "1000 voci" - Pagina 21 500248

stasera ho visto Carnage, mi è piaciuto moltissimo, attori strabilianti, messa in scena essenziale (una stanza, in pratica, molto teatrale), e, a proposito dei dialoghi sopra menzionati, sceneggiatura portentosa, acuta, scoppiettante, cinica, divertente ...lo consiglio vivamente Multisala "1000 voci" - Pagina 21 500248
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Messaggio Da camila il Mer 28 Set 2011, 13:02

"Terraferma" candidato italiano agli Oscar
Battuto Moretti. Ma il percorso è in salita...

Come da previsioni, il film di Crialese rappresenterà il nostro Paese nella corsa per la miglior pellicola straniera. Nella speranza di invertire una tendenza negativa che dura da anni

Tutto secondo previsioni della vigilia: è Terraferma, il film di Emanuele Crialese già Premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia, il candidato italiano per la corsa agli Oscar. La pellicola - intenso, emozionante racconto dell'incontro tra migranti e abitanti di un'isola simile a Lampedusa - è stata scelta da una commissione composta da addetti ai lavori del cinema di casa nostra. Sbaragliando la concorrenza di film altrettanto quotati, in particolare Habemus Papam di Nanni Moretti.
Oltre a questa coppia d'assi, gli altri titoli in lizza, nella caccia alla statuetta dorata come miglior pellicola straniera, erano sei: Vallanzasca di Michele Placido; Corpo celeste di Alice Rohrwacher; Nessuno mi può giudicare, la di Massimiliano Bruno; Noi credevamo di Mario Martone; Notizie degli scavi di Emidio Greco; Tatanka di Giuseppe Gagliardi. Ma è stato subito chiaro che questa gara a otto sarebbe stata, in realtà, una corsa a due.

E alla fine l'ha spuntata Terraferma, come già indicavano i rumors degli ultimi giorni. Una pellicola che probabilmente,
a giudizio dei selezionatori, non è solo bella, ma anche capace di intercettare in qualche modo i gusti dei giurati americani, cioè di persone di ambiente più o meno hollywoodiano. E visto che, anche oltreoceano, la questione della difesa dei confini, e anche dei diritti umani di chi entra in cerca una vita, sono ben conosciute, la speranza è che stavolta l'Italia riesca a entrare almeno nella rosa delle nomination. Cosa che, ricordiamolo, non accade da anni: l'ultima volta la spuntò Cristina Comencini con La bestia nel cuore. Era il 2006.

Della commissione che ha espresso il verdetto fanno parte Nicola Borrelli, direttore generale della divisione Cinema del ministero dei Beni culturali; Marco Bellocchio; Luca Guadagnino; Martha Capello, presidente dell'Associazione giovani produttori cinematografici: le produttrici Francesca Cima e Tilde Corsi; Paola Corvino, presidente dell'Unione nazionale esportatori film e audiovisivi; il distributore Valerio De Paolis; Nick Vivarelli, giornalista di Variety. La speranza è che la loro scelta sia stata la migliore possibile, sulla via di Los Angeles.

(28 settembre 2011)
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/09/28/news/terraferma_oscar-22348975/?ref=HRERO-1
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Messaggio Da Delilah il Ven 14 Ott 2011, 00:09

Adoro questa scena, non so quante volte l'ho già vista:



metto anche l'originale:

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Messaggio Da camila il Lun 16 Gen 2012, 12:17

Golden Globe, vincono The Artist e Clooney. Un premio anche per Madonna

Prove da Oscar. Sono stati assegnati all'Hilton Hotel di Beverly Hills i Golden Globe, i premi della stampa straniera a Hollywood, da sempre considerati l'anticamera al riconoscimento cinematografico più ambito dell'anno. "The Artist", il film muto e in bianco e nero che aveva entusiasmato il Festival di Cannes, come da pronostico, svetta su tutti conquistando tre premi: miglior commedia (i Golden Globe distinguono i generi comedy o musical e drama), miglior attore protagonista (Juan Dujardin) e miglior colonna sonora.

Lo tallona "Paradiso amaro" di Alexander Payne con George Clooney (nelle nostre sale dal 17 febbraio) che ottiene i premi per il miglior film e la miglior interpretazione drammatica. Clooney si deve accontentare di aver surclassato colleghi del calibro di Brad Pitt, Leonardo DiCaprio e Michael Fassbender, perché purtroppo il suo "Le idi di marzo" torna a casa a bocca asciutta.
Tra le performer femminili brillano Meryl Streep che si aggiudica il Globo d'oro per l'interpretazione di Margaret Thatcher in "The Iron Lady" e Michelle Williams nei panni di Marylin Monroe in "My Week with Marylin" che strappa lo scettro a Kate Winslet, memorabile in "Carnage" di Polanski. Ma l'attrice del "Titanic" si rifà nella categoria miglior attrice in una mini serie tv ricevendo il premio per "Mildred Pierce" (i Golden Globe premiano anche i prodotti televisivi dell'anno). Octavia Spencer invece è la miglior attrice non protagonista in una commedia grazie al ruolo in "The Help" (nelle sale dal 20 gennaio).

Woody Allen conquista il Golden Globe per la sceneggiatura di "Midnight in Paris", Martin Scorsese quello per la regia con "Hugo Cabret" (il suo primo film in 3d), l'iraniano "Una separazione" spopola nella categoria "film in lingua straniera", mentre "Le avventure di Tintin" di Spielberg svetta tra i film d'animazione. Spunta anche il nome di Madonna che con il suo "W.E." poteva solo puntare al riconoscimento per la canzone originale. Ora si attende solo l'annuncio delle nomination agli Oscar: l'appuntamento è per il 24 gennaio.

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-01-16/golden-globe-vincono-artist-095931.shtml?uuid=AaNEIbeE
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Messaggio Da Paz i Enza il Mar 24 Gen 2012, 17:23

http://cinema.lospettacolo.it/2012/01/24/oscar-2012-nomination-hugo-cabret-scorsese/

Oscar 2012: nomination, regna "Hugo Cabret"

Per il miglior film in lizza anche “The Artist”, “Paradiso amaro” e “Midnight in Paris”

Si è svolta oggi a Los Angeles la cerimonia che annuncia i protagonisti in lotta per gli Oscar 2012. "Hugo Cabret" fa incetta di nomination: la pellicola in 3D di Martin Scorsese raccoglie ben undici candidature, seguita da "The Artist" con dieci chances di statuetta. Sei nomination per "L'arte di vincere" con Brad Pitt e "War Horse" di Steven Spielberg.

Le sezioni: Sono nove, uno in meno dello scorso anno, le pellicole scelte come candidate nella categoria di miglior film del 2011. Si tratta di “War Horse”, “The Artist”, “L’arte di vincere”, “Paradiso Amaro”, “The tree of life”, “Midnight in Paris”, “The Help”, “Hugo Cabret” e “Molto forte, incredibilmente vicino”.

Come migliore attrice protagonista le nomination sono per Glenn Close ("Albert Nobbs"), Viola Davis ("The Help"), Rooney Mara ("Uomini che odiano le donne"), Meryl Streep ("Iron Lady") e Michelle Williams ("My week with Marilyn). Tra gli uomini, oltre al favorito George Clooney ("The Descendants") sono in lizza anche Demiàn Bichir ("A better life"), Jean Dujardin ("The artist"), Gary Oldman ("La talpa") e Brad Pitt ("L'arte di vincere"). Il premio per il miglior regista se lo contenderanno Michel Hazanavicius per “The Artist”, Alexander Paybe per “Paradiso amaro”, Martin Scorsese per “Hugo Cabret”, Woody Allen per “Midnight in Paris” e Terrence Malick per “The tree of life”.

Capitolo italiani: i candidati nostrani sono gli scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (entrambi per "Hugo"). C'è anche Enrico Casarosa, con il film d'animazione "La Luna".

La cerimonia di premiazione degli 84esimi Academy Awards si terrà al Kodak Theater a Hollywood il prossimo 26 febbraio 2012.
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Messaggio Da camila il Ven 27 Gen 2012, 11:44

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Ho visto The Help ,qualche sera fa:ambientato nell'America del Sud ,nei primissimi anni '60,in uno stato in cui vigevano leggi razziali e il Klu KLux Kan non si accontentava di quelle per farsi "giustizia",narra le vicende delle cameriere "negre" e delle ricche e viziate borghesi presso le cui case lavorano trattate da schiave e dei cui bimbi si occupano mentre le giovani signore sono impegnate nelle serate di Bridge o negli eventi di beneficenza ...
Un periodo di grandi cambiamenti,nella società americana: le prime campagne contro il razzismo del movimento di M.L.King ,che mirano all'abolizione delle leggi segregazioniste,i primi movimenti per l'emancipazione femminile...nel film sono visti dalla realtà di una sonnacchiosa e benestante cittadina
E' un bel film,a volte commovente anche se scade un pò nella retorica ,ci sono i buoni sempre buoni e i cattivi inesorabilmente tali sorriso ,ma c'è un magnifico cast di grandi attrici.Un film "al femminile" scusa

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Messaggio Da Ospite il Mer 15 Feb 2012, 19:35

Bafta 2012: trionfa The Artist

Poco più di 10 giorni agli Oscar, e The Artist sembra sempre più l’ovvio e scontato trionfatore.
Il film di Michel Hazanavicius ha infatti dominato i Bafta 2012,
‘Oscar’ del cinema inglese. 7 i premi vinti, tra i quali quello di
Miglior Film, Miglior Attore e Miglior Regia. Negli ultimi 3 anni il
titolo vincitore ai Bafta ha poi trionfato agli Oscar.
Meryl Streep è
stata eletta Miglior Attrice dell’anno grazie a The Iron Lady, con
Viola Davis e Glenn Close in questo caso tutt’altro che sconfitte in
partenza nella corsa alla statuetta. Christopher Plummer e Octavia
Spencer si son portati a casa il Premio come Miglior Attori Non
Protagonisti dell’anno, mentre Pedro Almodovar ha vinto a sorpresa il
Bafta per il Miglior Film ‘Straniero’ dell’anno, grazie a La pelle che Abito.
Sconfitto, incredibile ma vero, il super favorito Una Separazione.
Riconoscimento più che meritato per i nostri Ferretti/Lo Schiavo, grazie
alle scenografie di Hugo Cabret, premiato anche per il suono.

Da segnalare, infine, il Bafta speciale per Martin Scorsese e l’ennesimo trionfo di Rango.


MIGLIOR FILM
THE ARTIST

MIGLIOR ATTORE
JEAN DUJARDIN - The Artist

MIGLIORE ATTRICE
MERYL STREEP - The Iron Lady

MIGLIOR REGISTA
MICHEL HAZANAVICIUS - The Artist

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
RANGO - Gore Verbinski

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
LA TALPA - Bridget O’Connor, Peter Straughan

MIGLIOR CONTRIBUTO INGLESE al cinema
JOHN HURT

MIGLIOR DOCUMENTARIO
SENNA - Asif Kapadia

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
THE ARTIST - Michel Hazanavicius

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
OCTAVIA SPENCER - The Help

MIGLIOR FILM INGLESE
LA TALPA - TINKER TAILOR SOLDIER SPY

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
CHRISTOPHER PLUMMER – Beginners

MIGLIORI SCENOGRAFIE
HUGO CABRET – Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo

MIGLIOR DEBUTTO PER UNO SCENEGGIATORE, REGISTA O PRODUTTORE INGLESE

TYRANNOSAUR – Paddy Considine (Director), Diarmid Scrimshaw (Producer)

FILM IN LINGUA NON INGLESE
THE SKIN I LIVE IN – Pedro Almodóvar, Agustin Almodóvar

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
THE IRON LADY – Marese Langan

MIGLIORI COSTUMI
THE ARTIST – Mark Bridges

MIGLIOR FOTOGRAFIA
THE ARTIST – Guillaume Schiffman


MIGLIOR MONTAGGIO
SENNA – Gregers Sall, Chris King

MIGLIOR SUONO
HUGO CABRET – Philip Stockton, Eugene Gearty, Tom Fleischman, John Midgley

MIGLIOR COLONNA SONORA
THE ARTIST – Ludovic Bource

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE

A MORNING STROLL – Grant Orchard, Sue Goffe

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
PITCH BLACK HEIST – John Maclean, Gerardine O’Flynn

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
HARRY POTTER

ACADEMY FELLOWSHIP
MARTIN SCORSESE


http://www.cineblog.it/post/34939/bafta-2012-trionfa-the-artist

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Messaggio Da Kaiser il Sab 18 Feb 2012, 21:59

L'Italia trionfa a Berlino. Orso d'oro ai fratelli Taviani per 'Cesare deve morire'
Berlino, 18-02-2012

'Cesare deve morire' dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani ha conquistato l'Orso d'Oro per il miglior film alle 62ma edizione del Festival del Cinema di Berlino.
La pellicola è la trasposizione all'interno dello speciale teatro del carcere romano di Rebibbia del "Giulio Cesare" di Shakespeare.
Erano 21 anni che l'Italia non aveva questo riconoscimento.

Un detenuto è e resta uomo "Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto 'Cesare deve morire' pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare".
Questa una delle frasi più toccanti di Vittorio Taviani, che questa sera ha ricevuto con il fratello Paolo l'Orso d'Oro per 'Cesare deve morire'. Il film, ambientato nel carcere di Rebibbia, nella sezione 'Fine pena mai', racconta la tragedia di Shakespeare con le voci dei carceri, ognuno nel proprio dialetto.

Anche dal fratello Paolo, tutto l'omaggio è per i carcerati: "Voglio fare alcuni dei loro nomi: a loro infatti va il nostro pensiero, mentre noi siamo qui tra le luci sono nella solitudine delle loro celle. E quindi dico grazie a Cosimo, Salvatore, Giovanni, Antonio, Francesco e Fabione".

'Cesare deve morire' - prodotto da Kaos in collaborazione con Rai Cinema e distribuito dalla Sacher dal 2 marzo - va detto che e' subito conquistato la stampa estera a Berlino. E il fascino di questo film in bianco e nero e, solo alla fine, a colori ha colpito anche per quanto riguarda le vendite al mercato. Il film e' gia' stato acquistato da Francia, Spagna, Brasile, Danimarca, Iran e Taiwan e sono state avviate trattative per la commercializzazione del titolo anche in Giappone e negli Stati Uniti.

Infine, i fratelli Taviani - dicono all'Ansa - la loro ferma volonta' di far vedere 'Cesare deve morire' (che ha ricevuto anche il premio Ecumenico Ocic) quanto prima ai carcerati: "andremo al piu' presto a Rebibbia a far vedere ai nostro amici carcerati il film anche se non nascondiamo che sara' dura per loro. Perche', oltre a vedersi recitare, dovranno anche assistere, nei titoli di coda, all'elenco della pena e dei loro reati". Vera soddisfazione, infine, per la vittoria dei Taviani, arriva da parte Raicinema, dai vertici Rai presidente e direttore generale e dall'Anica.

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=161791&utm_source=dlvr.it
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Messaggio Da Ospite il Sab 18 Feb 2012, 22:06

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Messaggio Da Ospite il Sab 25 Feb 2012, 11:25

http://www.cinemaitaliano.info/news/11591/the-artist-stravince-ai-cesar-2012.html
25/2/2012

"The Artist" stravince ai César 2012



Trionfo ai Cesar, i premi assegnati annulamente dall'Académie des Arts et Techniques du Cinéma ai migliori film e alle principali figure professionali del cinema francese. per "The Artist".

L'opera di Michel Hazanavicius si è assicurata il premio come migliore film, il premio per la migliore regia, il premio per la migliore scenografia (Laurence Bennett), il premio per la migliore fotografia (Guillaume Schiffman), il premio per le mugliori musiche originali (Ludovic Bource) e il premio per la migliore attrice protagonista (Bérénice Bejo).

Tra gli altri riconoscimenti, quello per il migliore film documentario è stato assegnato a "Tous au Larzac" di Christian Rouaud, mentre "Une Séparation" di Asghar Farhadi è risultato il miglior film straniero.

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Messaggio Da Iaia il Dom 26 Feb 2012, 23:30

Ho visto il film francese "Quasi amici" divertente e commovente allo stesso tempo! davvero ben fatto, bella storia di amicizia amici
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Messaggio Da Ospite il Lun 27 Feb 2012, 09:00

LA NOTTE DEGLI OSCAR

Trionfa The Artist, premi tecnici per Scorsese

LOS ANGELES - The Artist ha trionfato alla ottantaquattresima edizione degli Oscar, aggiudicandosi ben cinque statuette, tra cui quella per migliore film. La pellicola francese, muta e in bianco e nero, arrivata come favorita, ha rispettato le aspettative e ha vinto nelle categorie costumi, colonna sonora originale, migliore regista, Michel Hazanavicius, migliore attore, Jean Dujardin, e migliore film.

In una serata resa divertente dalle numerose gag di Billy Chrystal e dei presentatori chiamati ad annunciare i premi, cinque oscar, ma dal peso specifico inferiore, sono andati anche a Hugo Cabret, il visionario omaggio al cinema di Martin Scorsese, che ha vinto per la migliore fotografia, il mixaggio dei suoni, gli effetti speciali e, nota positiva per l'Italia, il premio per la migliore scenografia, andato alla coppia Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, nelle vesti di production designer e set decorator.

La serata, che ha visto la partecipazione di buona parte dello star system hollywoodiano, si e' aperta con la consueta parodia dei film piu' significativi dell'anno a opera del conduttore, giunto alla nona partecipazione e che questa volta ha anche arruolato outisider come Tom Cruise e Justin Bieber ed e' proseguita con toni leggeri, tanto da rendere anche meno noiosa la lunga procedura di premiazione che ha visto trionfare anche Meryl Streep, giunta alla diciassettesima nomination e al terzo Oscar.

La Streep e' stata premiata per la sua interpretazione da protagonista in The Iron Lady, nei panni di Margaret Thatcher. Migliore attrice non protagonista invece e' stata giudicata Octavia Spencer, per il suo ruolo in The Help. Tra gli attori. Jean Dujardin ha sconfitto Brad Pitt e George Clooney nella categoria riservata ai protagonisti, mentre Christopher Plummer, a 82 anni, due soli in piu' degli Oscar, come ha fatto notare, ha vinto come migliore attore non protagonista per il suo ruolo in The Beginner. Un premio anche per Woody Allen e il suo Midnight in Paris, che ha vinto per la migliore sceneggiatura originale.

Scelta coraggiosa dell'Academy per quanto riguarda il film in lingua originale, che ha visto il trionfo di A separation, la pellicola iraniana gia' vincitrice del Golden Globe. Migliore film d'animazione Rango, migliore documentario Undefeated, e' uscito sconfitto invece Enrico Casarosa, l'animatore italiano nominato per il corto La Luna, cui e' stato preferito The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2012/01/24/visualizza_new.html_48972151.html

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Messaggio Da daluxx il Lun 27 Feb 2012, 13:40

Non ho visto neanche un film spia triste
...prima ...(dei bimbi) andavo sempre al cinema..mi vedevo la notte degli oscar ..sapevo tutto ..uff
Basta..devo riprendere..ricomincio con Hugo Cabret dove posso portare anche loro sisi
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Messaggio Da Ospite il Lun 12 Mar 2012, 15:44

ho visto Shame

sono uscita triste dal cinema occhioni il film mi ha piaciuto, parla del esaurimento di un uomo, di paura del avvicinarsi emotivamente ad altra persona
l'attore Michael Fassbender e' molto bravo

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Messaggio Da Kaiser il Sab 12 Mag 2012, 14:48

D'Alo': ecco il mio Pinocchio scatenato
Appena montato film con l'ultima canzone di Lucio Dalla
di Alessandra Magliaro

''Se mi cerchi mi trovi perche' sono nascosto proprio dentro te'' canta e si diverte Lucio Dalla nella canzone registrata quattro giorni prima di cominciare la tournee a Montreux, quattro giorni prima di quella mattina del 1 marzo 2012 quando un infarto se l'e' portato via. ''A Pinocchio ci teneva tantissimo, si era divertito veramente, voleva fare una canzone popolare, orecchiabile, ci ha lavorato tanto senza sosta, facendo il tema, lavorando agli arrangiamenti di Roberto Costa, registrando a Bologna tutta la colonna sonora, duettando con Marco Alemanno le strofe della canzone principale'', dice in esclusiva all'ANSA Enzo D'Alo' facendo ascoltare le musiche.

Pinocchio, l'atteso Pinocchio animato al quale il regista della Gabbianella e il gatto ha cominciato a lavorare nel lontano 1999, tra alterne vicende produttive - perche' si sa, i film d'animazione in Italia sono in assoluto tra le cose piu' difficili da realizzare - sta finalmente vedendo la luce. Nato a Napoli, classe '53, un esordio brillantissimo con La freccia azzurra, musicista, sceneggiatore, regista, buffo, simpatico, dolce come un character dei cartoni animati, D'Alo', che all'estero e' conosciuto come uno dei talenti europei dell'animazione, non si e' perso mai d'animo in questi anni e ha portato avanti il suo progetto che ora, trailer del film sotto il braccio, il distributore internazionale portera' al Marche' del festival di Cannes.

Pinocchio, con i disegni di Lorenzo Mattotti colorati, stilizzati, quasi metafisici, e' appena stato montato, la proiezione presso la sala mix della Techinicolor, dove si e' appena conclusa la lavorazione, con tutti i tecnici che da mesi ci lavorano, e' stata un successo. Sara' distribuito in Italia da Andrea Occhipinti della Lucky Red e sara' all'attenzione dei festival internazionali. Dimenticare il Pinocchio di Walt Disney e' la prima operazione da fare vedendo il Pinocchio di D'Alo', ''quasi letterale, con intere frasi prese dal libro di Collodi, tutto da riscoprire'', dice il regista. ''I fondali che ricordano gli orizzonti collinari toscani, un che di De Chirico nel tratto di Mattotti, i personaggi arcinoti dell'infanzia di tutti, il Mangiafoco tra tutti e poi la fatina , papa' Geppetto, i maliziosi Gatto e la Volpe, il pescatore verde che Dalla ha voluto doppiare e tanta musica. Questo Pinocchio - racconta D'Alo' - e' quasi un musical.

E il pupazzo di legno e' scatenatissimo, uno che va alla scoperta della vita, curioso, si' anche credulone, ma sarebbe bello se si potesse vivere come Pinocchio pensando che nessuno ti stia fregando ogni momento, e' un personaggio molto piu' onesto di tanti altri, certo poi finisce nel Paese dei balocchi, ma chi sa resistere alle tentazioni? Pensandoci, Collodi l'ha scritto nell'800 ma Pinocchio e' attualissimo''. Il film, costato 8 milioni di euro, e' una coproduzione italiana (Rai Fiction lo ha pre-acquistato ed e' da sempre vicina all'opera di D'Alo') con Lussemburgo, Francia, Belgio.

Di Pinocchi ce ne sono stati tanti, ''quello tirolese'' di Disney, per D'Alo' troppo distante dal romanzo di Collodi, ''quello bellissimo televisivo di Luigi Comencini, con un cast da brividi con Nino Manfredi in testa'', poi quello di Roberto Benigni che inevitabilmente fece dare uno stop al progetto d'animazione. Persino Carmelo Bene ci voleva fare un film. Cosa le interessava di Pinocchio? ''La sua ingenua anarchia, il suo voler essere libero e senza limiti in un mondo che si approfitta della sua diversita', della sua ingenuita'. Mi sono immaginato un bambino felice di essere al mondo - conclude - capace di trasformare ogni disavventura in un episodio felice''.

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/spettacolo/2012/05/12/Alo-ecco-mio-Pinocchio-scatenato_6858307.html?idPhoto=5

belli i pochi fotogrammi postati sul sito love

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Messaggio Da Delilah il Lun 21 Mag 2012, 02:24

Bertolucci, Bowie e la canzone in italiano
A Cannes la sorpresa musicale di "Io e te"


Nella sequenza che vi mostriamo, tratta dal film del grande regista in programma al Festival, la versione nostrana di "Space Oddity", cantata dal Duca Bianco in persona. Uno dei tanti motivi di interesse per la pellicola

di CLAUDIA MORGOGLIONE


"... I suoi occhi nella notte / fanali bianchi della notte / Io cammino mentre dorme la città....". La voce di un David Bowie giovanissimo, che canta sorprendentemente in italiano, suona inconfondibile come sempre. La melodia è una delle sue più note, quella di Space Oddity: E mentre la versione italiana della celebre ballata aleggia nell'aria, lì, sullo schermo, una ragazza si muove, danza, si dimena sotto gli occhi di un ragazzo: che la guarda, le sorride, prima di avvolgerla in un abbraccio.

La sequenza, che vi mostriamo in anticipo sulla presentazione ufficiale del film, è tratta da Io e te, l'ultima attesissima fatica di un grande maestro come Bernardo Bertolucci, tratta dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, e in programma mercoledì 23 maggio - fuori concorso - al Festival di Cannes. Ma la cosa che colpisce di più, nel vedere la clip, è proprio la presenza canora del Duca Bianco: una chicca musicale che impreziosisce un film decisamente d'autore.

Anche perché l'accoppiata tra i due personaggi è di quelle che proprio non ti aspetti. Il primo, Bertolucci, è il più cosmpolita tra i grandi cineasti di casa nostra, che nella sua lunga carriera ha vinto praticamente tutto. L'altro, Bowie, è una figura "storica" del pop-rock, un uomo dal look e dal carisma inconfondibili. A unirli, la scelta del regista di inserire nella colonna sonora di Io e te la versione italiana di Space Oddity, intitolata Ragazzo solo, ragazza sola: uscì nel 1970, l'anno successivo all'exploit del brano in America e Inghilterra, con le parole tradotte da Mogol. Una versione che, almeno sul piano letterale, non è particolarmente fedele: se l'originale racconta le avventure spaziali del personaggio, nella nostra lingua siamo di fronte a una canzone d'amore. Che comunque al cantante non dispiacque, visto che anni dopo l'ha anche inserita nella sua raccolta Bowie Rare.

Ma è chiaro che questo è solo uno dei tanti elementi di interesse, per la pellicola che ha segnato il ritorno dietro la macchina da presa dell'autore di Novecento. Ambientata nella Roma borghese, è la storia di un quattordicenne che finge di andare in settimana bianca e che invece si rifugia nella sua cantina. Dove lo trova la sua sorellastra... I due protagonisti, gli stessi che vediamo nella sequenza con Ragazzo solo, ragazza sola, sono Tea Falco e Olmo Antinori: due debuttanti, scelti ai provini dall'autore. Il cui fiuto per la scoperta di nuovi, giovani talenti - pensiamo alla Liv Tyler di Io ballo da sola, o al Michael Pitt e la Eva Green di The Dreamers - è universalmente noto. Per il giudizio complessivo sul film, appuntamento, a breve, sulla Croisette.

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/05/20/news/bertolucci_bowie-35430927/?ref=HREC2-11

Qui la clip:

http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/bowie-in-italiano-per-bertolucci/31850009?speciale=cannes2012
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Messaggio Da Alux il Gio 24 Mag 2012, 10:43

@Iaia ha scritto:Ho visto il film francese "Quasi amici" divertente e commovente allo stesso tempo! davvero ben fatto, bella storia di amicizia amici
Quoto un post di mesi fa che avevo perso: l'ho visto il mese scorso è l'ho trovato anch'io molto ben fatto. Spesso i film francesi riescono a dosare bene i vari ingredienti per creare commedie dolci-amare sisi

Ieri sera invece ho visto al cinema Dark Shadows, il film di Tim Burton. Premesso che è un regista che amo, il film non mi ha pienamente convinta. Fino a tre quarti ho trovato il film strano ma piacevole, oscuro e umoristico al punto giusto; il finale purtroppo ha rovinato tutto.
Spoiler:
L'ho trovato esagerato e troppo affrettato. La scoperta che la ragazza è in realtà un licantropo, fatta così negli ultimi istanti della battaglia, mi è sembrata forzata. Negli ultimi 25-30 minuti il film procede per "accumulazione", si aggiungono elementi su elementi, visivi sonori e narrativi, e il risultato per me è solo una gran confusione.
Il resto del film invece è molto piacevole: visivamente molto Burton, dosa bene elementi dark e humor nero.

Ah: la storia potrebbe essere raccontata dal punto di vista della strega, e avrebbe tutto un altro sapore, drammatico pianto
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Messaggio Da ketta il Sab 09 Giu 2012, 18:51

Ho visto "Hugo" di Scorsese .. cosa dire ... mi ha molto commosso, molto originale e delicato.

Volevo però riportarvi quest'altro:
"Viaggio nella Luna" di George Melies - 1902
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Messaggio Da ketta il Sab 09 Giu 2012, 18:59

Le Diable Noir - sempre lui, Melies 1905 - per Reira



e La Lanterne Magique 1903



Ma quanto sono belli! sorriso
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Messaggio Da Alux il Sab 09 Giu 2012, 19:01

Anche a me era piaciuto Hugo Cabret, soprattutto visivamente parlando, una festa per gli occhi sisi

Già che parliamo di Melies, metto il primo film horror della storia del cinema magia Le manoir du diable, 1896


@ketta ha scritto:Le Diable Noir - sempre lui, Melies 1905 - per Reira
grazie amò
sarò di parte, ma per me è lui il vero padre del cinema, non i Lumiere offeso Loro hanno inventato il mezzo, ma Melies ha inventato un linguaggio love
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Messaggio Da ketta il Sab 09 Giu 2012, 19:21

Reira ha scritto:
sarò di parte, ma per me è lui il vero padre del cinema, non i Lumiere offeso Loro hanno inventato il mezzo, ma Melies ha inventato un linguaggio love

quoto
oltre l'idea di sfruttare la sua prima occupazione di illusionista per gli effetti speciali .. ma quanto sono divertenti le storie..quanta fantasia!
grazie
Metto l'ultimo,questo credo l'abbiano colorato a mano. Voyage a travers l'impossible.
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