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Messaggio Da mafalda il Mer 12 Nov 2014, 21:11

Grazie , Blanca ciao , la cercherò
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Messaggio Da Blanca il Gio 13 Nov 2014, 14:33

Un pensiero, a 40 anni dalla scomparsa,
al Grande Regista, Attore e Maresciallo del Cinema,  Vittorio De Sica amò

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Messaggio Da mafalda il Mar 18 Nov 2014, 14:47

Nooooooo !!!! triste aiuto pianto

Il cacao sta per finire:
mangiamo troppo cioccolato


17 novembre 2014
di Elmar Burchia
Cattive notizie: il prezzo del cioccolato, passione irrinunciabile per piccoli e grandi, golosi e depressi di tutto il mondo, è diventato decisamente elevato. E ora, quelle davvero cattive: il mondo è a corto di cioccolato.
Centrano soprattutto le nostre abitudini: ne stiamo mangiando troppo. Per gli amanti del cioccolato si prospetta un inverno amaro. Il cioccolato sta per finire, o meglio, sta per finire il cioccolato come lo conosciamo.
L’allarme è stato lanciato dalla multinazionale statunitense Mars Inc. e dal colosso Barry Callebaut, il maggior produttore di cioccolato al mondo, con sede in Svizzera.
Solamente nel giro di un anno i prezzi del cacao, l’ingrediente principale, sono aumentati di un quarto, registrando il picco nel mese di agosto; circa 3mila dollari a tonnellata. Prima della fine del 2007 la soglia era di poco superiore ai 2mila dollari.
Per molti esperti, il cioccolato ben presto potrebbe diventare un bene di lusso, al pari dello champagne. Come scrive il Washington Post, nel 2013 il mondo ha mangiato più cacao di quanto ne abbia prodotto, oltre 70.000 tonnellate. Continuando ai ritmi attuali, entro il 2020 la produzione di cacao potrebbe non arrivare a coprire il fabbisogno mondiale. Entro il 2030, dicono le due aziende, il divario tra domanda e offerta potrebbe superare le 2 milioni di tonnellate.

Uno scenario preoccupante, condiviso recentemente anche dall’Organizzazione internazionale del cacao (che monitora il mercato dal 1960): «Le forniture di cacao a livello mondiale stanno per fronteggiare il più lungo deficit di produzione degli ultimi cinquant’anni».
Già qualche operatore del settore ha preannunciato aumenti per tutti i prodotti a base di cacao. Il prezzo non smetterà di aumentare nei prossimi anni, dato che la domanda è in forte aumento soprattutto nei mercati emergenti, dove i consumatori diventano sempre più ricchi. In Asia il mercato del cioccolato è già arrivato a valere più di 12 miliardi di dollari. Le vendite della Barry Callebaut sono cresciute del 9,3 per cento in Asia lo scorso anno - rispetto al 5,4 per cento nelle Americhe e appena lo 0,1 per cento in Europa occidentale.
A far schizzare in alto i prezzi anche le piantagioni di cacao che non producono più il necessario per il fabbisogno mondiale (sempre più agricoltori si sono spostati verso colture più redditizie, in particolare mais e caucciù), la siccità e le epidemie che colpiscono le piante. Nell’Africa occidentale (principalmente in Costa d’Avorio e Ghana), viene prodotto oltre il 70 per cento del cacao mondiale.
Per tutti questi motivi i principali produttori si troveranno presto a dover fare delle scelte, alquanto spiacevoli per il consumatore: aumentare a loro volta i prezzi, ridurre le dimensioni delle barrette, cercare alternative al cacao o modificarne la qualità trasformandoli in «prodotti a base di cacao».
Insomma, ben presto ci ritroveremo con sempre più prodotti pieni di sostituti (come ad esempio noci e frutta) e sempre più poveri di cacao.

http://cucina.corriere.it/notizie/14_novembre_17/cacao-sta-finire-mangiamo-troppo-cioccolato_7ac152b8-6e69-11e4-8e96-e05d8d48a732.shtml
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Messaggio Da Cristy il Mar 18 Nov 2014, 17:19

@ mafalda
Che ferale notizia hai riportato! triste
Ci aspetta un futuro sempre più virtuale, social, tecnologico, pieno di tablet, smartphone, App...ma senza cioccolato???? urlo urlo urlo
Rivoglio i miei anni '80!!! pianto  pianto  pianto
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Messaggio Da ziggy il Dom 18 Gen 2015, 13:22

sono veramente sfiduciata.... ci credete che non ne posso più ..... ma Gasparri quando la finirà di deliziarci con le sue perle confusovergogna sono d'accordissimo con Saviano !


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Messaggio Da Blanca il Dom 18 Gen 2015, 13:31

@ziggy ha scritto:sono veramente sfiduciata.... ci credete che non ne posso più ..... ma Gasparri quando la finirà di deliziarci con le sue perle confusovergogna sono d'accordissimo con Saviano !


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@Ziggy  ok  ti stra quoto 
Il personaggio appartiene al livello piu'  infimo della politica sega ed e' pure in Parlamento xkè
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Messaggio Da ziggy il Dom 18 Gen 2015, 16:57

L'odio per il bene
   di ROBERTO SAVIANO  


 SUCCEDE che  due ragazze, due ventenni, decidano di andare in Siria a portare aiuti umanitari. Succede che queste due giovani donne vengano rapite e tenute prigioniere per più di cinque mesi. Succede che al loro ritorno in patria si trovino sommerse da una valanga di insulti. Succede in Italia: anche questo è il nostro Paese. È incredibile leggere sui social e su certi giornali i commenti che riguardano Greta Ramelli e Vanessa Marzullo: una quantità infinita di insulti che vengono, ovviamente, dalla parte più rancorosa dell'Italia. "Ragazzine viziate", "se la sono cercata", "perché sono andate in Siria? ", "spendiamo 12 milioni di tasca nostra!".

Eppure Greta e Vanessa non erano alla loro prima missione umanitaria, non erano ragazzine sprovvedute, ma giovani donne con degli interessi e degli ideali. Qualche decennio fa alla loro età si era già madri: cerchiamo di uscire quindi dal luogo comune della gioventù irresponsabile che va criticata se perde tempo a laccarsi le unghie, a farsi canne o a bere birre ai bar, ma che diventa bersaglio anche quando occupa la propria vita in maniera diversa. Greta e Vanessa, due giovani donne, non due ragazzine viziate, non due amanti dell'uomo con il kalashnikov, fondano, insieme a Roberto Andervill, Horryaty, un progetto di assistenza con l'obiettivo di portare medicine e generi di prima necessità alla popolazione siriana. Ecco perché partono, per portare aiuti alla popolazione che sta subendo gli attacchi di Assad. Ma al commentatore medio che ci siano centinaia di migliaia di persone a cui manca tutto non interessa: gli elementi su cui si basano le critiche a Greta e Vanessa sono la loro giovane età, l'essere donne e le foto che vengono diffuse dai media, che le ritraggono insieme, abbracciate e sorridenti. Foto ingenue di ragazze abbracciate, foto allegre, che sono in ogni album di famiglia. Come se chi critica non avesse foto come quelle, come se non le avessero i loro figli.

Come è possibile  -  c'è addirittura chi si domanda in un ignobile e falso paragone  -  prodigarsi, lavorare, pagare per loro e non per i marò?
Che sia stato pagato o no un riscatto, la canea è scattata sulla cifra dei 12 milioni che sarebbero stati pagati. La notizia è stata diffusa tramite un account Twitter (@ekhateb88) ritenuto vicino alle milizie jihadiste. Qualsiasi altra affermazione avesse diffuso non sarebbe stato creduto: ma in questo caso la frase è diventata oro colato. Tutto serve a sporcare la vicenda di Vanessa e Greta. Come le balle diffuse da alcuni media, che le accusano di essere sostenitrici dei terroristi, per una foto scattata in Italia durante una manifestazione che si è tenuta a Roma il 15 marzo scorso. In quell'immagine Greta e Vanessa, coperte da bandiere della Siria libera, mostrano un cartello in arabo con su scritto "Agli eroi di Liwa Shuhada grazie per l'ospitalità e se Dio vuole vediamo la città di Idlib libera quando ritorneremo". Uno slogan di chiaro sostegno alla dissidenza laica in Siria, proprio quella abbandonata, proprio quella schiacciata da Assad e da chi lo sostiene.

Greta e Vanessa non erano e non sono dalla parte dei terroristi, ma dalla parte del pane. Erano in Siria per portare impegno. E qui arrivano gli insulti che più di tutti mi colpiscono perché, se non puoi dir loro che sono contigue ad Al Qaeda e all'Is, se non puoi dir loro che sono bambine viziate, se non puoi dir loro che sono due incoscienti, allora hai sempre a disposizione l'accusa più inutile, quella però che fa subito presa perché è banale e in fondo non sembra offensiva: "Ma se volevano fare del bene, non potevano farlo in Italia?". Come è accaduto a Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency colpito da Ebola in Sierra Leone: quando rientrò in Italia ci fu una parte del Paese che senza vergogna disse che se l'era cercata. Il pensiero principale sembra essere che siano responsabili delle loro sciagure e che per questo motivo non solo non devono essere aiutate, ma magari anche punite.
E qui dobbiamo fare uno sforzo, dobbiamo andare oltre le parole e capire il fallimento del Paese insito in questi giudizi. Parole che sono una scarica incontenibile di frustrazione, la frustrazione di chi non è in grado di muovere un passo, di chi è fermo al palo, di chi non riesce a immaginare una vita diversa e se la prende con chi decide di mettere la propria a disposizione di un ideale.

L'Italia è un Paese che esporta soprattutto solidarietà ed è molto triste pensare che gli stessi che insultano Greta e Vanessa ritengano invece che sia fondamentale imbracciare fucili e organizzare missioni militari. "Dobbiamo difendere, dobbiamo attaccare, dobbiamo prevenire con la forza, ma gli aiuti umanitari, quelli sono materia per ragazzine viziate ". Tutti Charlie Hebdo, ma a casa propria ché se poi vi capita qualcosa ve la siete cercata.
Un Paese che non riesce a mostrare solidarietà verso due ragazze sequestrate rischia di essere un Paese fallito, che fa vincere il livore, la rabbia, l'idiozia. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno deciso di non pagare riscatti e questo è il motivo per cui i loro giornalisti vengono uccisi così barbaramente: lì il dibattito è esattamente l'opposto di quello che sta animando la nostra peggiore stampa. Ma in quei Paesi non passa per la mente a nessuno di dire che in luoghi come la Siria le missioni umanitarie non vadano fatte, che meglio sarebbe fare beneficenza a casa propria per non correre rischi. Non passa per la mente a nessuno di dire che chi viene rapito e poi magari ucciso da giornalista in trincea, poteva restare in patria e accontentarsi di rimasticare agenzie.

Se incoscienza c'è stata, c'è stata dalla parte del pane, delle bende, del mercurocromo, delle tende da montare, dell'acqua e il nostro Paese sta dando uno spettacolo indegno, sta mostrando la sua incapacità di sognare, di lottare, di impegnarsi, di prendere parte alla trasformazione della realtà. La cooperazione internazionale è la migliore esportazione possibile. Il nostro Paese sta dando prova di non capire che esistono diversità, che c'è chi resta in Italia e lavora per rendere il Paese migliore dall'interno e chi va fuori e si occupa di cose apparentemente lontane, ma che hanno un'ovvia connessione con ciò che ci circonda. L'Italia sta dando prova di non capire che il mondo non è diviso per compartimenti stagni, che ciò che accade in Siria interessa anche noi, che a essere contagiosa non è la presenza di democrazia, ma la sua assenza. Il mondo non è sotto casa, quel che accade in Siria ci riguarda da molto vicino. È al cospetto di queste situazioni che si tempra l'unità del Paese e la sua capacità di vedere oltre il proprio recinto. Mi vergogno delle reazioni di molti miei connazionali, delle loro parole, del loro livore, del loro odio.
Se un Paese non è capace di stare accanto a due giovani donne volontarie, che hanno passato in condizioni di sequestro quasi sei mesi della loro vita, allora merita il buio in cui sta vivendo.


triste



http://www.repubblica.it/cronaca/2015/01/17/news/l_odio_per_il_bene-105127589/?ref=HREA-1
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Messaggio Da mafalda il Dom 18 Gen 2015, 17:34

@ziggy , quanta verità nelle parole che hai grassettato triste .Ci meritiamo un Gasparri e anche peggio . Come siamo caduti in basso  muro

Due giovani donne che pensano con la loro testa , non cercano raccomandazioni e lottano per un ideale sono veramente troppo per una certa mentalitàa nostrana azzdici ,
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Messaggio Da camila il Ven 30 Gen 2015, 12:45

#leparolefannomale
A leggerle in fila, le parole dell’intolleranza, si prova una certa repulsione, un leggero disagio che ci penetra nelle ossa e insinua un pensiero fastidioso. Ma davvero noi italiani siamo così? Ciò che la Mappa dell’Intolleranza fotografa è un’Italia ad alto tasso di odio e fastidio. Un’Italia che se la prende con chi viene percepito come debole, o più fragile.
Un’Italia bulla.
Però noi italiani non siamo solo così, lo sappiamo. Siamo anche capaci di aprirci alla solidarietà. E allora? Perché i social network si trasformano spesso e tragicamente nell’arena del nostro scontento e della nostra rabbia? Molte, speriamo, saranno le analisi che da qui in avanti cercheremo di approfondire sulla realtà che abbiamo fotografato. Alcune, quelle preziose del team di psicologi della Sapienza, coordinati da Vittorio Lingiardi, le abbiamo già a disposizione. E puntano il dito anche sulla specificità del mezzo, i social network, Twitter in questo caso.
140 caratteri dentro i quali comprimere i propri sentimenti. 140 caratteri per dire le emozioni, le paure, le rabbie che non trovano altre strade per essere elaborate, accolte, spiegate.
140 caratteri in cui ci alleniamo a urlare.
La domanda dalla quale siamo partiti nel lanciare la Mappa è faticosa e importante. Davvero un insulto lanciato per caso, per sbadataggine, per rabbia, per l’ira funesta del momento, può trasformarsi in un calcio in faccia a un gay, in un pugno alla propria donna, in un agguato a un extracomunitario o a un ebreo? In altri termini, le parole modificano le nostre azioni?
“Con la parola e con l’agire ci inseriamo nel mondo umano, e questo inserimento è come una seconda nascita”, diceva la filosofa Hannah Arendt. Allora sì, una parola scagliata come una pietra avvelena le menti e distorce il pensiero. E alla fine può farsi gesto. Hitler e i suoi sgherri si premurarono di cancellare il nome delle loro vittime, riducendole ai numeri tatuati sulle loro braccia. Poco dopo la decisione dello sterminio, nel ’43, ordinò di sospendere la produzione di giochi in tutto il Reich. Non c’era più bisogno di giocare (e di sognare, e di inventare) in un mondo di ombre.
Noi siamo le parole che scegliamo per raccontarci. Siamo le parole che diciamo. Mantieni i tuoi pensieri positivi, perché i tuoi pensieri diventano parole. Mantieni le tue parole positive, perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti, diceva Gandhi. Così, la contrazione del nostro linguaggio può portare a non pensare e a non trovare il lessico giusto per dare un nome e una storia ai nostri sentimenti, belli o brutti che siano. Il linguaggio sincopato obbliga alla semplificazione. Ma quando si semplifica troppo, si finisce per non avere più materia per raccontarsi. E si finisce per agire d’istinto, seguendo il filo delle poche e cattive parole che, avendole scelte, ci inseguono. Gli scrittori lo sanno. Le parole sono come azioni e fanno accadere le cose.
Un grande monaco buddista, Thick Nhat Hahn, lo spiega con semplicità. “Quando diciamo qualcosa che ci nutre e dà conforto alle persone intorno a noi, alimentiamo l’amore e la compassione. Quando parliamo creando tensione e rabbia, nutriamo la violenza e la sofferenza”.
Ecco.
La Mappa dell’Intolleranza è soprattutto un progetto di prevenzione. Per ritrovare tutti quanti, ma soprattutto i più giovani, le parole giuste, quelle davvero umane, per raccontarci.
(#leparolefannomale è un hashtag creato da un gruppo di studentesse di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano, nell’ambito di un progetto che mira a evidenziare come un linguaggio violento contribuisca a incitare l’odio anche nel mondo reale. Appunto.)


http://www.voxdiritti.it/?p=3628

l'autrice si riferisce a questo interessante studio

http://www.voxdiritti.it/?p=3612

una delle mappe

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ne esce il quadro di un'Italia violenta,omofoba,misogina e razzista ,un'Italia che mi fa paura brividi
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Messaggio Da Blanca il Ven 30 Gen 2015, 12:49

@Camila brividi amara realtà a cui non sembra prevalgono le adeguate misure per porvi freno  triste triste
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Messaggio Da ziggy il Sab 07 Feb 2015, 01:30

confuso        http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2015/02/06/frasi-tiziano-ferro-in-cartigli-dei-baci_98362a36-485c-477b-88e9-4598cdcb45f5.html

Frasi Tiziano Ferro in cartigli dei Baci

Cantautore firma aforismi nei cioccolatini per San Valentino



ANSA) - ROMA, 6 FEB - "L'ultima notte al mondo io la passerei con te". "Sei tu il regalo mio più grande". "Poi il tuo sorriso spegne i tormenti". Sono alcune frasi d'amore tratti dalle canzoni di Tiziano Ferro che diventano i cartigli racchiusi nei Baci Perugina per il prossimo San Valentino. Se un tempo erano gli scrittori e i poeti a firmare gli aforismi dei noti cioccolatini ora, con Tiziano Ferro in versione Cupido, che per la prima volta firma gli speciali Autografi d'amore, si apre un nuovo filone per i Baci.



p.s. ...che dite la prossima volta troveremo autografato ...

 E resterò al tuo fianco fino a che vorrai, ti difenderò da tutto non temere mai.occhiolino
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Messaggio Da mafalda il Sab 07 Feb 2015, 14:08

@ziggy ha scritto:confuso        http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2015/02/06/frasi-tiziano-ferro-in-cartigli-dei-baci_98362a36-485c-477b-88e9-4598cdcb45f5.html

Frasi Tiziano Ferro in cartigli dei Baci

Cantautore firma aforismi nei cioccolatini per San Valentino









ANSA) - ROMA, 6 FEB - "L'ultima notte al mondo io la passerei con te". "Sei tu il regalo mio più grande". "Poi il tuo sorriso spegne i tormenti". Sono alcune frasi d'amore tratti dalle canzoni di Tiziano Ferro che diventano i cartigli racchiusi nei Baci Perugina per il prossimo San Valentino. Se un tempo erano gli scrittori e i poeti a firmare gli aforismi dei noti cioccolatini ora, con Tiziano Ferro in versione Cupido, che per la prima volta firma gli speciali Autografi d'amore, si apre un nuovo filone per i Baci.



p.s. ...che dite la prossima volta troveremo autografato ...

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Sarebbe una bomba  ciao L' abbinata cioccolata e Mengoni per me sarebbe il massimo  sbav
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